venerdì 30 aprile 2010

sassi e fango

Lei camminava su scarpe di sassi e fango.
Non toglieva i sassi per paura che il peso tolto lasciasse un vuoto troppo grande da colmare,
né lavava il fango perché esso rendeva il male sopportabile pur lasciandoglielo presente.
Viveva, lei, di paure sicure
lasciando al di fuori dalle sue elevate certezze i sussulti cui sono soliti i cuori in amore.
Eppure rideva e le piacevano i colori
sognava forte la notte e di continuo osservava, negli occhi della gente, la vita
si ritrovava cantata in quasi tutte le strofe sentite
e sapeva vivere, anche solo per attimi, in quasi tutti i personaggi inventati.
Sotto il sole avrebbe potuto morire mille volte sentendosi verosimilmente felice
e della pioggia sapeva ascoltarne il rumore.
Diceva di appartenere al mare e come al mare al vento
ma di lei mostrava il fuori convinta che nessuno, davvero, ne avrebbe compreso il dentro. 

giovedì 22 aprile 2010

cuore cuore mio
dove cerchi
cosa bevi
quale intruglio di illusioni cuore
quale malefico inganno
quale tipo di magia e perversione
quale senso del dovere tirerai in ballo quando sarà ora di tacere?
a che genere di scusa farai appello
quale mancato senso del pudore accuserai
scriverai di quell'abbandono a te caro?

Raccontami pure ciò di cui puoi farti vanto cuore
Io, per me, mai farò in modo che tu sia vero.


lunedì 12 aprile 2010

Nuovo

E' quasi impossibile inveire col Sole
e buttare fuori quando dentro è bello!
Se misuro la mia vita con gli occhi - anche distratti- di un estraneo
non posso non accorgermi che qualche cosa è cambiato
che la musica mi porta più in alto
che uso certe parole al posto di altre
che sono spariti i giudizi
e che i miei occhi sorridono.

La fiducia è un dono
forse portato dal Vento
ha vestito la mia pelle di una gioia nuova
e mi fa sentire più bella la notte.
Sono pronta a volteggiare e a danzare
per la prima volta

di nuovo...

domenica 4 aprile 2010