Lei camminava su scarpe di sassi e fango.
Non toglieva i sassi per paura che il peso tolto lasciasse un vuoto troppo grande da colmare,
né lavava il fango perché esso rendeva il male sopportabile pur lasciandoglielo presente.
Viveva, lei, di paure sicure
lasciando al di fuori dalle sue elevate certezze i sussulti cui sono soliti i cuori in amore.
Eppure rideva e le piacevano i colori
sognava forte la notte e di continuo osservava, negli occhi della gente, la vita
si ritrovava cantata in quasi tutte le strofe sentite
e sapeva vivere, anche solo per attimi, in quasi tutti i personaggi inventati.
Sotto il sole avrebbe potuto morire mille volte sentendosi verosimilmente felice
e della pioggia sapeva ascoltarne il rumore.
Diceva di appartenere al mare e come al mare al vento
ma di lei mostrava il fuori convinta che nessuno, davvero, ne avrebbe compreso il dentro.
venerdì 30 aprile 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento